Tax credit gasolio e fertilizzanti: 130 milioni per l'agricoltura
Decreto accise quater porta a 90 mln il credito sul gasolio agricolo e aggiunge 40 mln per i fertilizzanti. Mancano i decreti attuativi
Gasolio e fertilizzanti agricoli: 130 milioni di crediti d'imposta in attesa dei decreti attuativi. Il decreto accise quater triplica le risorse per il carburante agricolo e introduce un tax credit sui fertilizzanti, ma senza le regole applicative le aziende agricole rischiano di perdere il beneficio entro il 31 dicembre 2026.
Come già documentato su OmniTrattore nelle scorse settimane, il Governo ha progressivamente ampliato gli strumenti di sostegno per le aziende agricole alle prese con il caro energia. Con il decreto accise quater — il DL 89/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale venerdì scorso — il quadro degli interventi per l'agricoltura si è ulteriormente arricchito.
90 milioni per il gasolio agricolo e 40 per i fertilizzanti: il decreto accise quater porta a 130 milioni il sostegno per il settore primario
Ma il problema ora non è la quantità delle risorse stanziate, bensì la mancanza dei decreti attuativi che ne definiscono le regole operative. Senza queste regole, le aziende agricole non possono utilizzare i crediti d'imposta, e il tempo stringe: la scadenza per tutti i tax credit è fissata al 31 dicembre 2026.
Il quadro aggiornato: 130 milioni per l'agricoltura
Il decreto accise quater ha introdotto due modifiche significative per il settore primario. Il credito d'imposta sul gasolio agricolo — introdotto con il secondo decreto accise e poi confluito nella legge di conversione 88/2026 — vede triplicare la propria dotazione: da 30 a 90 milioni di euro, con estensione della copertura anche al mese di maggio 2026. Nel percorso parlamentare di conversione, il beneficio è stato esteso anche alle serre, ampliando la platea dei potenziali beneficiari.
La seconda novità è completamente inedita: il decreto accise quater introduce un tax credit specifico per i fertilizzanti agricoli, con una dotazione di 40 milioni di euro e copertura per i mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Per questa misura sono previsti 60 giorni per il varo del decreto attuativo.
In totale, i due strumenti mettono a disposizione del settore agricolo 130 milioni di euro, a cui si aggiunge il tax credit per le imprese ittiche — già operativo con 10 milioni — per un pacchetto complessivo di 140 milioni destinato alla filiera primaria.
Il nodo dei decreti attuativi: le regole non ci sono ancora
Il vero problema è che nessuno dei due tax credit agricoli è ancora pienamente operativo. L'unico per cui le regole applicative sono state definite è quello per le imprese ittiche. Per il credito sul gasolio agricolo, il termine per il varo del decreto attuativo previsto dalla norma originaria era il 3 maggio — una scadenza già abbondantemente superata. Secondo indiscrezioni, il ritardo sarebbe legato all'attesa di avere un quadro più affidabile sull'entità delle domande che potrebbero arrivare a consuntivo.
Per il tax credit sui fertilizzanti, i 60 giorni previsti dalla norma per il varo del provvedimento attuativo sono ancora in corso, ma la finestra utile per le aziende si sta restringendo. Con la scadenza del 31 dicembre 2026 per l'utilizzo in compensazione tramite F24, ogni settimana di ritardo riduce il margine operativo disponibile.
Decreto attuativo sul gasolio già scaduto il 3 maggio: senza le regole operative le aziende non possono usare il credito d'imposta
È evidente che occorrono quanto prima i decreti attuativi perché il termine ultimo per accedere al tax credit è il 31 dicembre prossimo, sottolinea CIA-Agricoltori Italiani, che fin dalle prime ore della crisi aveva sostenuto l'introduzione di questi strumenti.
L'organizzazione aveva anche chiesto di inserire la possibilità di cessione del credito, che avrebbe garantito maggiore liquidità immediata alle imprese, ma questa opzione non è stata inclusa nel testo definitivo.
Cosa devono fare subito gli agricoltori
In attesa dei decreti attuativi, il consiglio operativo che emerge dalle indicazioni delle organizzazioni di categoria è univoco: conservare tutte le fatture delle spese effettuate per gasolio e fertilizzanti nei mesi coperti dai rispettivi crediti d'imposta. La ricostruzione dei maggiori costi sostenuti avverrà infatti attraverso la documentazione fiscale di acquisto, e senza le fatture non sarà possibile accedere al beneficio.
Per il gasolio agricolo il riferimento è ai mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Per i fertilizzanti, la copertura riguarda gli stessi tre mesi. Le aziende che hanno già effettuato questi acquisti devono verificare di avere l'intera documentazione in ordine, pronta per essere presentata non appena i decreti attuativi definiranno le modalità operative.
Conservare le fatture di gasolio e fertilizzanti da marzo a maggio 2026: l'unica azione possibile ora in attesa dei decreti attuativi
La proroga delle dichiarazioni fiscali: un mese in più di respiro
Il decreto accise quater ha introdotto anche una misura di liquidità indiretta utile alle aziende agricole: la proroga dal 30 giugno al 20 luglio del versamento delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi 2026, con ulteriore possibilità di versare dal 21 luglio al 20 agosto applicando una maggiorazione dello 0,8%.
Un mese in più di respiro che, oltre ad alleviare la pressione sulla liquidità causata dai rincari dei carburanti, potrebbe consentire alle aziende di attendere la pubblicazione delle regole attuative sui tax credit prima di procedere ai versamenti in compensazione.
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